Report 2018

L'IO E L’ALTRO | FONDAMENTALISMI, CONTRASTI, CONTRADDIZIONI NELL’ERA POST-MODERNA | Call for Psychodrama and Sociodrama | Per una Cultura dell'Incontro

Staff Organizzativo:
Leonardo Seidita e Valeria Bianchi Mian
In collaborazione con:
PolisAanalsi: http://www.polisanalisi.it/
e
ArtPAI: https://www.psicodrammatorino.com/
Patrocini 2018: Ordine degli Psicologi della Lombardia, Ordine degli Psicologi del Piemonte, Ordine degli Psicologi della Sicilia e Comune di San Pietro in Cariano (VE).

L’idea che abbiamo condiviso
report io e l altro 2018 artpai psicodrammatorino 01

Di gruppo in gruppo ci siamo avvicinati come opposti in relazione di vicinanza, con le nostre differenze che si sono incontrate sulla scena, la messa in gioco delle voci e dei volti di quel prisma che è la vita.
Potremmo spingerci ad affermare che il lavoro di gruppo sia davvero una ‘soluzione’, una via concreta di formazione civica, anche in questo momento storico – l’era post-moderna, la contemporanea mente – in cui la tensione tra gli esseri umani diventa troppo spesso ingestibile. Siamo certi però che a lavorare in tanti, in più luoghi d’Italia, sul tema dell’Io e dell’Altro, accenderemo numerosi barlumi di coscienza. E allora... lo facciamo.

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2018 03 05 supervisione ECM 2018 miniIl corso di supervisione è finalizzato ad approfondire il tema della diagnosi e della cura dei pazienti assumendo il paradigma del reciproco influenzamento di contesto sociale, storico, familiare e strutturazione psichica.
L’approccio alle costellazioni trans generazionali con l’orientamento junghiano sviluppato con lo psicodramma, permette di fare memoria in forma analogica delle mitologie famigliari ed individuali che hanno partecipato alla costruzione delle attuali identità e di ri-prendere in carico se stessi, ri-combinando il presente con il passato per progettare il futuro.

Le narrazioni create e giocate nel gruppo di psicodramma analitico intervengono a ricomporre con ulteriori connessioni di senso gli eventi in cui i pazienti e noi siamo immersi e alla cui costruzione partecipiamo. Il tutto come tentativo di capire, al di là dell’unilateralità, la sofferenza psichica e la sua evoluzione e per sviluppare l’integrazione tra le parti. In questa ottica il gruppo si pone come strumento terapeutico privilegiato per approcciare le dinamiche relazionali con i nodi e gli svincoli e per riflettere sulla prassi, sugli obiettivi e sulla valutazione del lavoro clinico.

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